Quanto detto al Forum sullo sviluppo sostenibile organizzato dalla Fondazione Cesaretti in collaborazione con l’ITS Bianchini può dare risultati eccellenti se messo all’ordine del giorno del fare quotidiano del Comune di Terracina e dei Comuni del nostro distretto. di Tommaso Felici*

Ho ascoltato con interesse le relazioni degli esperti al Forum sullo sviluppo sostenibile che si è svolto presso l’ITS Bianchini di Terracina. Eccellenti e con messaggi chiari.

Preoccupano i dati sull’aumento dei giovani che lasciano il paese dove sono nati, in particolare nel sud, per cercare il lavoro altrove; preoccupano i bassi indici di crescita previsti, per gli anni futuri, insufficienti ad arrestare il fenomeno. Troppi giovani, laureati e diplomati, andando via impoveriscono ulteriormente i loro territori, destinati a restare con abitanti sempre più anziani.

E cambiare è possibile. E’ stata evidenziata l’importanza della partecipazione dei giovani nelle iniziative per lo sviluppo economico e sociale da avviare a livello locale, sotto casa, in collaborazione con i territori limitrofi e col resto del mondo.

Affascina il valore che si dà al lavoro con le fattorie sociali: elemento di coesione sociale e strumento di lotta all’emarginazione.

Spinge ad una maggiore valorizzazione e utilizzazione delle nostre ricchezze locali, materiali e immateriali, il significato dato da un relatore a  “l’Italia paese più bello del mondo” per le diversità culturali, produttive e ambientali esistenti in ogni suo territorio. Compreso il nostro.

Motiva e coinvolge al “far bene per oggi e domani” il valore della sostenibilità ambientale.

E’ importane il messaggio del Presidente della Fondazione Cesaretti: “Da vecchio professore, troppe volte ho purtroppo constatato che lo scollamento tra i giovani e la realtà che li circonda è quasi drammatico! Dobbiamo ribaltare questo stato delle cose e dobbiamo farlo rapidamente. Innanzitutto, attraverso una loro sensibilizzazione e conoscenza rispetto alla realtà che li circonda e rendendo sempre più possibile la loro partecipazione attiva alle attività sociali ed economiche dei loro territori di appartenenza.”

Per questo, faccio una prima proposta: dopo il convegno si potrebbe partire con l’istituzione del Consiglio per l’Economia e il Lavoro nel comune di Terracina e nei comuni del nostro distretto.

Per riavviare lo sviluppo economico e sociale con nuova occupazione è necessario il contributo e la partecipazione di tutti: del comune, delle organizzazioni dei lavoratori dipendenti e autonomi; delle organizzazioni degli imprenditori; della Scuola (Istruzione, Università e Ricerca); del Centro per l’Impiego di appartenenza; dell’Autorità di pubblica sicurezza. E la collaborazione di Esperti, di Associazioni culturali e di Associazioni di volontariato.

Bisogna aprire un confronto con tutti, dal quale far scaturire idee, proposte e progetti coinvolgendo i giovani a partire dai luoghi che frequentano ( scuole, centri culturali, centri sportivi, centri ricreativi e tempo libero).

Naturalmente, va garantito a priori un ambiente pulito e la sicurezza, in tutti i sensi.
Sia chiaro che è meglio non continuare a parlare del futuro dei giovani, senza fare nulla oggi. Si discuta del loro presente che rischia di “essere anticipato” da un futuro ingovernabile che inizia tra un minuto.

Ognuno si alzi in piedi, aiuti chi non è in grado di farlo – ottimo esempio sono le fattorie sociali- e si metta in cammino operando per se e per gli altri per il bene-essere di tutti.

Lavoratori aggrediti da disoccupazione e precarietà; giovani soffocati da sfiducia, mancanza di riferimenti, disinteresse per gli studi universitari senza occupabilità, non permettono a nessuno di aspettare, solo chiacchierando, il “Nuovo Ordine Mondiale” per la ricerca delle soluzioni.
Di fronte alla situazione di crisi, non solo economica, verificata e vissuta quotidianamente da ognuno, c’è urgenza di idee e di proposte innovative per far crescere nella nostra città, anche “inventando il nuovo”, l’economia pubblica, l’economia privata e il terzo settore.

Tre settori della nostra economia che vogliamo protagonisti e non subalterni.

Tre settori in concorrenza e collaborazione, sostenuti da un “Sistema Locale” condiviso, in grado di consolidare esperienze ed eccellenze del posto e di puntare al nuovo con la ricerca e l’innovazione.

E la voglia di fare.

E’ forte l’urgenza di un incisivo governo locale per lo sviluppo economico e sociale   che deve affermarsi con un forte ruolo delle Istituzioni e delle Parti Sociali; con la partecipazione di tutti i soggetti che operano nel territorio, in collaborazione coi territori limitrofi e col resto del mondo.

Bisogna puntare ad un piano di sviluppo sociale che tenga presente le priorità utili alla nostra comunità, costituita da persone con la loro cultura, con i loro saperi e le loro professionalità; con i loro sogni e le loro aspirazioni; con i loro bisogni di lavoro, di casa, di istruzione e formazione, di servizi sociali e sanitari, di ambiente sano, di giustizia amministrata in tempi certi e di sicurezza. E con tanti giovani, in “attesa che qualcosa cambi”, da coinvolgere e rendere protagonisti nella costruzione del loro presente, utile al loro futuro.

Un Piano che sia in grado di rispondere ai bisogni della gente e del territorio trasformando l’enorme mole di lavoro necessario a tali risposte, in tanti nuovi posti di lavoro. Ricordando che finché c’è un bisogno insoddisfatto c’è lavoro da trasformare in nuovi posti di lavoro.

Bisogna agire subito per un piano di sviluppo economico che faccia emergere la visione di Terracina in una provincia – un pezzo d’Europa sul mediterraneo – con un territorio ed un apparato produttivo di beni e servizi che presentano buone risorse e caratteristiche utili alla crescita.

Un Piano in cui si deve tener presente che le produzioni di beni e servizi, quando sono inserite in un “Sistema locale”, ben definito e visibile, legate ad alte tecnologie, alla ricerca integrata – Struttura Produttiva – Università -, al sistema formativo, ad una elevata qualità del lavoro e in un territorio servito da efficaci collegamenti stradali – se ne parla da troppo tempo -, ferroviari e portuali, difficilmente potranno essere trasferite, dall’oggi al domani, in altri territori europei o extraeuropei.
Non va dimenticato, mentre si progetta lo sviluppo, che i beni ambientali e culturali costituiscono “il grande affare” della nostra comunità. Essi vanno tutelati e valorizzati con più determinazione. Così facendo resteranno per sempre una risorsa non trasferibile altrove e, se crescerà la consapevolezza del loro valore, diventeranno sempre di più, parte essenziale e “spina dorsale” dell’economia locale.

Se ci si convince delle reali potenzialità di sviluppo presenti nel nostro territorio, a partire da Terracina e da altri comuni, si operi subito per “far camminare tutti” con sfide collettive e individuali, con interventi condivisi dalla comunità, per fare emergere una sua chiara identità locale ed una prospettiva di crescita, per la quale ogni abitante sia disposto a dare il meglio di sé , nella certezza che la soluzione dei propri problemi è in una parte, visibile, del programma.

Si governi e si controlli lo sviluppo per renderlo duraturo e produttivo: se in un paese di 10.000 abitanti si aprono attività commerciali per 50.000,  i risultati saranno catastrofici.

Per la crescita di lavoro e bene-essere, c’è bisogno di un clima e di un ambiente favorevole agli investimenti locali e provenienti anche da fuori provincia; c’è bisogno di una comunità attiva e motivata -libera da inutili freni burocratici-, in grado di produrre anche sicurezza, affrontando i problemi sociali che generano devianze ed emarginazioni, facile terreno per la crescita della microcriminalità.
Per attrarre investimenti e riavviare la crescita, con la partecipazione motivata dei giovani, occorrono anche interventi di ordine pubblico, coordinati da parte dei diversi soggetti ad essi preposti, che contrastino gli intralci burocratici e le infiltrazione malavitose nelle attività economiche e nelle istituzioni.

P.S. La Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori di Latina, presente nelle scuole della provincia con Progetti sulla Educazione alla salute e prevenzione oncologica primaria, garantisce la sua collaborazione ai Comuni interessati.

* Tommaso Felici svolge il compito di Delegato della LILT di Latina per le attività nelle scuole. Già consigliere della LILT di Latina.

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