Verso la rescissione contrattuale sull’opera pubblica prevista per salire sul centro storico, progettata 15 anni fa

Il cantiere del piazzale Eni fermo ormai da mesi nonostante la struttura per la mobilità pedonale sia quasi ultimata.
Un’altra estate senza ascensore

DIEGO ROMA
Nata male, continua a incontrare ostacoli una delle opere pubbliche più datate e al contempo più attese per la città di Terracina. Si tratta dell’ascensore previsto nell’ambito del progetto integrato di mobilità sostenibile, che dovrebbe collegare il centro storico basso all’altezza di
piazzale Eni alla curva di via Posterula, tagliando così un tratto di salita, in attesa che si costruisca anche il secondo. Secondo voci sempre più insistenti, Comune e ditta stanno andando verso una rescissione del contratto, e d’altra parte è ormai da diversi mesi che il cantiere è fermo,
non si avverte alcun movimento e anzi la scorsa estate era accaduto addirittura che qualcuno utilizzasse le scale ormai costruite per raggiungere il centro storico. Sì, perché il paradosso è che la struttura appare pronta, realizzata in gran parte, ma qualcosa deve essere andato storto e infatti sembrerebbe che l’ente sia alle prese con l’ipotesi di rescissione del contratto con la società che si era aggiudicata
l’appalto, la Rti composta dalle Impresa Capogruppo “Molinaro Salvatore” (poi confluita nella S4 Molinaro Costruzioni srl), mandante
“Ipm spa” cooptata Edumol di Lenola. Non è chiaro quali siano i problemi, quel che è certo è che se il Comune dovesse andare a risoluzione o rescissione, si tratterebbe della seconda volta per questa opera, e quasi mai si tratta di operazioni indolori. La prima risoluzione risale al 2008, avvenne con la società Micos spa, la prima aggiudicataria del- Il tratto finale dell’ascensore l’appalto, che oltre ad incassare una penale fece causa al Comune e chiese la bellezza di 2,6 milioni di euro più interessi legali. Ad evitare la batosta, l’avvocatura comunale, ma ad ogni modo l’ente ha dovuto pagare una bella cifra, parliamo di 144 mila euro più interessi perché la sospensione dei lavori decisa dal Comune
fu comunque giudicata illegittima.

E così, se appare quasi certo che l’ascensore non aprirà nemmeno questa estate, resta la beffa di un’opera completata all’80 per cento che rischia di restare così ancora chissà per quanto tempo. La procedura vuole che si faccia scorrere la graduatoria per selezionare la ditta seconda classificata. E questa pare essere la direzione in cui andrà l’amministrazione comunale.

 

LA VENDETTA È UN PIATTO CHE VA SERVITO FREDDO
ALLORA ASSESSORE ZOMPARELLI CE LO DICE LEI QUANTO AVETE GIÀ EROGATO ALL’AZIENDA CHE HA COSTRUITO L’ASCENSORE OPPURE LO DOBBIAMO SCOPRIRE DA SOLI?
STIA CERTO CHE CON O SENZA IL SUO CONTRIBUTO LO SCOPRIREMO LO STESSO.

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