Questo al pari di un altro interessante evento accaduto oltre 30 anni fa, quando l’amministrazione comunale emise il provvedimento di vietare il traffico e la sosta dei veicoli sull’intera area del foro Emiliano (piazza del Municipio), rendendosi conto dello stato precario della pavimentazione.
Nell’ampio lasso di tempo che ci separa da questa data ricordiamo soltanto il risarcimento, in pietra locale, di una parte della via Appia, che dall’Arco di Venditti per circa 50 metri corre verso il teatro romano dedicato ai figli di Augusto.
Da quel fausto giorno nessun altro intervento conservativo in favore di questo luogo è stato prodotto, e se sbagliamo fatecelo sapere.
Oggi più che mai, quindi, si reclama una gestione diversa del sito archeologico, che non escluda chi rispetta in toto la valorizzazione del “monumento” e si adegua alle possibili ed inevitabili nuove direttive.
Ma questa responsabilità, è chiaro, non può ricadere solo in capo agli operatori economici, ma passa anche su una realistica e stringente limitazione delle autorizzazioni comunali all’uso della “piazza” per eventi che nulla hanno a che vedere con il “monumento” e i luoghi che lo circondano.
Un procedere negativo che deve trovare fine, mentre dovrebbe iniziare urgentemente il percorso di recupero del lastricato di Aulo Emilio che pavimentò pecunia sua, che si trova oggi più di ieri nelle condizioni di non ritorno.
Nella consapevolezza di tutti che questo è un vero e proprio monumento, al pari del teatro romano, della via Appia, del Capitolium.