Ricorso sull’ex Pro Infantia

Il fatto Istanza straordinaria al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento del permesso di costruire rilasciato
dal Comune. La strada amministrativa di Italia Nostra con un comitato formato da esponenti del Pd e del centrosinistra locale.

Un ricorso straordinario al Presidente della Repubblica per chiedere l’annullamento del permesso di costruire rilasciato alla società Residenze Circe srl, proprietaria dell’area dell’ex Pro Infantia. Questa la carta tentata da Italia Nostra con un comitato cittadino formato da diversi maggiorenti del centrosinistra e del Pd, per fermare il progetto di demolizione, ricostruzione e cambio di destinazione d’uso su viale Circe. Le firme di Agostino Attanasio, Daniela Celani, Armando Cittarelli, Carmine Di Capua, Enzo Grillo, Gabriele Panizzi, Vincenzo Recchia e Rita Visini, sono comparse in calce a un comunicato in cui si solleva il contenzioso amministrativo, affidato all’avvocato Giovanni Malinconico.

Una strada, quella scelta dai proponenti, tesa a marcare una differenza di approccio rispetto ad altre organizzazioni. «Vi sono state proteste, accese polemiche, nascita di comitati ma il cantiere dell’ex Pro Infantia è stato bloccato  dall’intervento della Procura» spiegano. «La Procura si occupa però di reati, di un ambito penale che non attiene alla sfera d’iniziativa dei cittadini, a meno che taluno non abbia precisa e puntuale notizia di un reato o supponga l’esistenza di un reato». E i cittadini «possono farsi sentire mediante i loro rappresentanti nelle istituzioni ».

[nextpage title=”Una mossa rivendicata dal Pd”]

Una mossa rivendicata dal Pd, con la richiesta di convocazione urgente del Consiglio comunale del 20 gennaio scorso con la richiesta di revoca in autotutela degli atti, seguita poi in Consiglio  regionale da Gaia Pernarella, consigliere del M5S, «che ha proposto un ordine del giorno votato all’unanimità che tuttavia non dà alcuna garanzia di poter conseguire i risultati sperati». Di qui, la decisione della cosiddetta «altra via», quella che «in presenza di atti amministrativi ritenuti illegittimi consente di chiederne l’annullamento davanti al Tar o  mediante ricorso al Presidente della Repubblica». «Un atto serio e rigorosamente motivato che ci fa uscire dalla dimensione del chiacchiericcio dei social e restituisce alla comunità cittadina un ruolo attivo e consapevole, soprattutto in casi così importanti ». Bene anzi benissimo, dunque, lo sdegno dei cittadini ma, conclude il comitato, «c’è bisogno di fare un passo in avanti. Dare corpo alle proteste, tradurle in iniziative concrete e puntuali», «un primo passo per ridar vita a un’opposizione che, in una città dominata da vent’anni di centrodestra, sia capace di ritrovare forza e vitalità mettendo da parte vani e sterili protagonismi, azioni di pura propaganda utili solo a confondere le cose e a prendere in giro la città»

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